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Il Salto di San Crimo

il salto di san crimo copertina

Una rupe strana e curiosa, a forma di cilindro. Un torrione, con pareti a strapiombo, all’incrocio tra due valli, e tre torrenti. Sulla sommità, i ruderi di un antico monastero, un’abbatiazza, quasi un prototipo di Meteore, in Valdemone, nei pressi di Francavilla.
Un salto spaventoso. Nel lungo trascorrere dei secoli si sono raccontate storie e leggende, che sanno di misticismo, e di miracoli. Tra le argille scagliose, le arenarie e le marne stratificate, anfratti e ripari sembrano richiamare umane presenze sin dalla preistoria.
Vicende neolitiche erano state già segnalate, pare, dal casuale reperimento di un’ascia ben levigata, mentre nelle immediate vicinanze numerosi frammenti di terrecotte sparsi nelle campagne riferiscono di un intenso periodo grecoarcaico e siceliota. Qui, muri di contenimento, costruiti con pietrame per appianare e consolidare il terreno coltivato, presentano una miriade di rottami di embrici e vasellame, la cui provenienza è sicuramente da collegare a vicine abitazioni e a sepolture del tempo di Dioniso e di Nasso.

Notizie più certe, anche se frammentate e approssimative, risalgono al Tardo-Medioevo, quando sulla rocca era rifiorente l’abbazia, poi fortificata, di cui oggi, tra le sterpaglie, restano brandelli di mura e pareti perimetrali,
alcune strutture ad arco, attestanti un opificio per la vinificazione, un’aia quadrangolare, inamovibile, il rudere di una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, qualche tomba rupestre e tanti mucchi di macerie indistinte.
Sacre reliquie, altrove trasportate nel XVIII secolo dai pochi monaci rimasti, sono ancora custodite in alcune chiese di paesi vicini.

 

Presentato a Francavilla di Sicilia (ME) il 25 ottobre 2015 e a Belluno il 22/11/2015

Lettera

Mitt. Puglisi Salvatore F. Piazza S. Lucano 46 32100 Belluno  Cell. 3408956195

Belluno, 22 luglio 2012

Al Soprintendente BB.CC. e AA. Viale Boccetta 38 98100 Messina
Al Direttore del Parco fluviale dell’Alcantara Via dei Mulini s.n.c. 9834 Francavilla di Sicilia
Al Sindaco del comune di Motta Camastra Sede municipale
Al Sindaco del comune di Francavilla Sede municipale

Oggetto: Montagna Grande e la centrale eolica Alcantara – Peloritani.

Montagna Grande è la cima più elevata dei Monti Peloritani: 1374 m sul livello del mare. Si trova nella parte più meridionale della catena, tra i comuni di Motta Camastra e Francavilla, entrambi situati a sud, Fondachelli e Antillo a nord. A Francavilla è nota anche con la denominazione di “Montagna di Motta” e “Pietra Bianca”. Leggi il resto di questo articolo »

Campionati italiani individuali “Master” su pista

cassinoCassino, campionati italiani master su pista 3-5 luglio 2015
Salvatore Puglisi riceve la medaglia d’argento per il secondo posto ottenuto nella gara dei 1500 piani con il tempo di 5’19”.

Link articolo del Gazzettinonline a cura di Rodolfo Amodeo

Idrografia della Valle dell’Alcantara

Il sistema idrografico dell’Alcantara, con particolare riferimento alla zona di Francavilla di Sicilia.
Intervento preparato per il convegno <<NASTRI D’ARGENTO FRA LA SCIARA – A come acqua, ricchezza del territorio di Francavilla>>, tenutosia Francavilla il 28 settembre 2012 e organizzato dal Club Unesco di Taormina Valli d’Alcantara e d’Agrò in occasione della Giornata Internazionale dell’Acqua.
Per tutti i viventi l’acqua è un bene di primaria importanza e come tale, nei temi riguardanti la conoscenza e la tutela dell’ambiente, merita la prima attenzione. Sin dalla più remota antichità l’uomo sa che l’acqua è un bene prezioso di cui non può fare a meno e sin dalla preistoria gli insediamenti umani avevano luogo laddove il prezioso liquido era disponibile tutti i giorni, tutto l’anno. Nel VII secolo a. C., il periodo dell’insediamento greco di Francavilla, con Talete e la Scuola jonica di Mileto, si riteneva che l’acqua fosse il principio di tutte le cose. Senz’acqua i semi non germogliano e le piante avvizziscono e muoiono. Senz’acqua l’organismo umano resiste solo pochi giorni, poi soccombe. L’acqua è necessaria per dissetarsi, è indispensabile per vivere e per sopravvivere. Oltre che per bere, essa serve per lavare, cucinare, lavorare. Un’infinità di azioni e di funzioni indicano la necessità di avere l’acqua sempre a disposizione. Leggi il resto di questo articolo »

Gli zucchini di Loto

Sul vostro terreno crescono zucchini? Fate attenzione a non estirparli, poiché, se denunciati, potreste essere indiziati di reato e rinviati a giudizio per furto. Non si tratta di piante protette ma possono essere state messe a dimora da un vicino dispettoso e malefico, che potrebbe denunciarvi per furto. È quanto accaduto ad Itaca Radici, che aveva iniziato a ripulire dalle erbacce il proprio terreno, su cui il nuovo vicino, vantando delle assurde pretese, vi aveva impiantato cinque piantine di zucchino.
Una volta denunciata, ha dovuto renderne conto in tribunale e pagare fior di quattrini per essere difesa dalla maledica accusa. Il fatto è accaduto in una località delle Dolomiti ed il processo si è svolto nel tribunale a Pieve di Cadore. Il vicino l’aveva denunciata ai carabinieri e il pubblico ministero, ritenendo fondata la querela, aveva chiesto il rinvio a giudizio della responsabile per «furto, aggravato dallo strappo dal luogo ove erano impiantati».

La storia, parafrasando il famoso film di Cesare Zavattini e Vittorio De Sica Ladri di biciclette, potrebbe avere per titolo “ladri di zucchini”, se non fosse che non di furto s’era trattato ma del diritto a ripulire il proprio terreno da tutto ciò che si ritiene facente parte delle erbacce, siano esse appartenenti al genere delle gramigne o a quello delle cucurbite.

Articolo su sito di Rodolfo Amodeo

La valle dei palmenti

Arcaici pigiatoi, sparsi nella vasta campagna, spesso su appezzamenti di terreno non più coltivati a vigneto o in stato d’abbandono da diverso tempo. Opifici in disuso, ricavati su grandi blocchi di roccia sedimentaria, in prevalenza arenaria, di cui la zona è abbonda, specie nella parte nord-orientale. Il casuale ritrovamento di questi antichi manufatti lascia sorpreso e stupefatto l’ignaro escursionista, che li osserva con sorpresa e si chiede quale sia stata la loro funzione e a quale periodo della storia dell’uomo essi risalgano. Sin da subito ritiene che si tratta di strutture archeologiche importanti e può anche avvertire una coinvolgente sensazione di scoperta.
Il territorio interessato è quello che parte da Montalbano Elicona-Tripi e Floresta per scendere a Santa Domenica Vittoria, Roccella Valdemone, Randazzo, Malvagna, Moio Alcantara, Francavilla di  Sicilia, Castiglione di Sicilia, Motta Camastra, Graniti, Gaggi, Castelmola, Taormina, Giardini-Naxos e Calatabiano.

Articolo sul sito di Rodolfo Amodeo

Fascino e mistero di una singolare scoperta

Francavilla, si trova nella Sicilia orientale, al confine tra la provincia di Messina e quella di Catania, sulla sponda sinistra del fiume Alcantara, in prossimità delle pendici settentrionali dell’Etna, in una zona di rilevante interesse naturalistico ed archeologico.
Le origini della cittadina, sino ad alcuni anni fa, si facevano risalire ai primi decenni dell’XI secolo ma scoperte archeologiche recenti hanno rivoluzionato le conoscenze di carattere storico.
In base a quanto è venuto fuori dal sottosuolo negli ultimi due decenni, a seguito del cosiddetto “sviluppo edilizio”, gli studiosi oggi ritengono che nella zona, ove in periodo medievale è stato edificato l’antico abitato di Francavilla, all’epoca della colonizzazione greca c’era già un luogo di culto molto frequentato.
Francavilla si trova, infatti, in prossimità della costa jonica, nell’entroterra di Naxos, prima colonia calcìdese di Sicilia.
I riferimenti più recenti parlano a favore di una “polis” greca sotto Francavilla, ma sul posto la gente non presta alcuna attenzione a questo tipo di scoperte e di notizie ritenendole più un fastidio che una risorsa culturale. Leggi il resto di questo articolo »

Fiori spontanei della Valle dell’Alcantara

La pubblicazione, realizzata nell’ambito del­l’attività di Educazione Permanente relativa all’anno 1991 e finanziata dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione, si inserisce in un progetto più ampio elaborato dal Distretto Scolastico n. 34 riguardante lo studio del territorio, la conoscenza dell’am­biente, la salvaguardia e la tutela del pa­trimonio comprensoriale e la diffusione sociale dell’amore e dell’interesse per la natura. Leggi il resto di questo articolo »